Sopravvivenza zero

venerdì, 02 ottobre 2009

Puliti dentro, belli fuori???

Ovvero: pillole di sopravvivenza (0)


Visto che:
"Haje voglie 'e vutta' rhumm 'o strunz nun ppo' addeventa' babbà" ( per la traduzione si veda --> qui <-- )
constatato che:
per quanta acqua tu beva non ti depurerai dalle intossicazioni da stronzi nè ti si toglierà quella orribile smorfia incazzata dal viso

Si dispone:


Il rhum invece di buttarlo via, lo si beve con gli amici e con l'acqua ce ne laviamo le mani!

Ammen!


P.S. in alternativa, se siete astemi (o il rhum è di pessima qualità)una volta versato il rhum sull'oggetto della vostra intossicazione dategli fuoco e usate l'acqua per lavare via la cenere!


un'altra elucubrazione di: Paramecio alle ore 12:00 | link...
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mercoledì, 09 settembre 2009

Dedicated to G. and Me

Ovvero: saurazione di retorica

Bobby Jean

Well I came by your house the other day, your mother said you went away
She said there was nothing that I could have done
There was nothing nobody could say
Me and you we've known each other ever since we were sixteen
I wished I would have known I wished I could have called you
Just to say goodbye Bobby Jean

Now you hung with me when all the others turned away turned up their nose
We liked the same music we liked the same bands we liked the same clothes
We told each other that we were the wildest, the wildest things we'd ever seen
Now I wished you would have told me I wished I could have talked to you
Just to say goodbye Bobby Jean

Now we went walking in the rain talking about the pain from the world we hid
Now there ain't nobody nowhere nohow gonna ever understand me the way you did
Maybe you'll be out there on that road somewhere
In some bus or train traveling along
In some motel room there'll be a radio playing
And you'll hear me sing this song
Well if you do you'll know I'm thinking of you and all the miles in between
And I'm just calling one last time not to change your mind
But just to say I miss you baby, good luck goodbye, Bobby Jean

Bruce Spingsteen

Del silenzio ho già parlato qui e anche altrove in giro per questo blog, ma a volte ci si ritrova a contemplare aspetti di un'immagine che prima erano sfuggiti.
Così mi incupisco nel constatare che l'amato silenzio a volte diventa un muro con cui fare i conti. Non che non possa sentire il messaggio che reca, ma proprio perchè ne sento il grido muto  so che farsi scudo del silenzio significa costringersi in una segreta nella quale è dannatamente difficile far luce sulle ombre, semplicemente perchè si intrecciano all'oscurità in cui ci crogioliamo... fintanto che la porta è chiusa dall'interno sarà difficile che qualcuno riesca a far entrare fiammiferi e candela, che li si voglia usare o meno.
La luce dipana le ombre ma quel che svela potrebbe esser anche meno piacevole dell'oscurità
La fiamma della candela danza e il ritmo dalla musica potrebbe risultare stridente
Ma se il calore non dovesse rimarginare le ferite almeno il fuoco le può cauterizzare (e nel caso megli avere il braccio di un amico da stringere mentre si impreca per il dolore)
Un mojito può andar bene per brindare ad un seguito o ad un nuovo inizio o anche a quel c@770 che ci pare...
tanto nun t' 'o ccredere
tène 'e diébbete pure Dio
...
io stongo sempe ccà


un'altra elucubrazione di: Paramecio alle ore 00:33 | link...
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giovedì, 09 luglio 2009

reflection

mentre succedeva un casino,
qualcuno
da qualche parte
mangiava
il risotto ai frutti di mare


ref: lucilleidi



(solo un esercizio lessicale)

un'altra elucubrazione di: Paramecio alle ore 10:34 | link...
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categorie: deliri, amici
giovedì, 05 giugno 2008

Dedicated to: Friends

ovvero: pulsioni e pulasazioni

When I die, let them judge me by my company of friends
Let them know me as the footprints that I left upon the sand
Let them laugh for all the laughter
Let them cry for laughter's end
But when I die, let them judge me by my company of friends

When I die, let them toast to all the things that I believe
Let them raise a glass to consciousness
And not spill a drop for grief
Let the bubbles rise at midnight
Let their tongues get light as thieves
And when I die, let them toast to all the things that I believe

    I believe in restless hunger
    I believe in red balloons
    I believe in private thunder
    In the end I do believe

    I believe in inspiration
    I believe in lightning bugs
    I believe in slow creation
    In the end I do believe

    I believe in ink on paper
    I believe in lips on ears
    I believe what's shared is savored
    In the end I do believe

    I believe in work on Sundays
    I believe in raising barns
    I believe in wasting Mondays
    In the end I do believe

    I believe in intuition
    I believe in being wrong
    I believe in contradiction
    In the end I do believe

    I believe in living smitten
    I believe all hearts will mend
    I believe our book is written
    By our company of friends

Copyright 2007. Words and music by Danny Schmidt.

Fateci caso, l'amicizia - come rapporto tra due persone ma anche come rete di relazioni - vive di contrazioni e rilassamenti. Ci sono momenti, situazioni, occasioni in cui si è vicini piacevolmente o dannatamente. Il mio amico è a portata di voce e neanche serve parlare perchè ci si capisca, capita additrittura che buona parte dei tuoi amici siano tutti vicini forse solo in termini di spaziali, ma ci sono:
Contrazione.
Poi capita che ci si allontani, volutamente o meno, ti guardi attorno e devi aguzzare lo sguardo, per ritrovare i tuoi amici devi imparare a guardare lontano (che di per sè è una bella cosa). Si è prese strade diverse, tempi e idee diverse...
Rilassamento
Eppure gli amici restano tali e ci si ritrova in un modo o nell'altro confrontando nuove idee, raccontrando di strade diverse ognuno con i suoi tempi..
Contrazione.
E questo moto, questo continuo fluire a me ricorda l'instancabile moto di un cuore, si contrae per richiamare linfa vitale e poi si rilassa per lasciarla andare in modo che diffonda nuovo ossigeno e non è così anche fra amici? Ci si ritrova e contfronta per poi allontanarsi e portare all'esterno le idee maturate e di nuovo ci si ritrova per condividere e confrontarsi perchè le esperienze di uno contribuiscano al crescere di ognuno.
Per il cuore questo ciclo si chiama rivoluzione cardiaca; a me piace credere che con i miei amici accada lo stesso: possiamo essere parte di rivoluzioni - piccole o grandi che siano - cambiare e cambiarci - perchè rimanere uguali a se stessi è triste stasi - purchè cambiare possa implicare un'evoluzione. E' grazie agli Amici che possiamo avere una buona visione della strada da percorrere: ci richiamano quando imbocchiamo la direzione sbagliata e sanno spronarci se la via è giusta.
Oggi vivo un perido di rilassamento, i miei amici sono lontani, qualcuno sta per allontanarsi ancora di più benchè tutti siano solo a un pensiero di distanza.
Auguro agli amici che si stanno allontanando grandi esperienze perchè si possa crescere quando ci rincontreremo .. davanti a un buon bicchiere di vino!

un'altra elucubrazione di: Paramecio alle ore 09:18 | link...
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venerdì, 09 maggio 2008

Post serio

Ricevo e volentieri pubblico questa mail dal buon Joker:

Vi riporto sotto una mail che mi ha appena mandato una mia attuale collega di lavoro...è ad una scivania da me...
mi chiede di ricordare con lei, e con quanti più è possibile. E io lo faccio...
Logicamente ho omesso di riportare il suo nome
 
Viva la vita...

 
Carissimi,
sapete quanto mi piace condividere con voi le cose importanti della mia vita. Se scrivo a voi vuol dire che vi considero sensibili a certe cose…Domani sono 15 anni da quando io, mio marito e  mia figlia di 3 anni, insieme ad altre 3000 persone siamo stati deportati al campo di concentramento vicino a Mostar, e, come potete vedere la nostra storia ha avuto lieto fine…ma non a tutti è andata così.
Sicuramente ci sarà l’occasione per brindare alla vita, alla pace e queste cose non succedano mai più a nessuno.
Inoltratelo pure a chi volete!
Un bacione,
S.K.

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mercoledì, 07 maggio 2008

Autocritica generazionale

Ovvero: Ai nostri tempi... (nostri di chi?)

E' un bel po' che on line gira un commovente e nostalgico testo che i nati negli anni 70 si rimbalzano con un certo orgoglio e devo dire che anche io ad una prima lettura mi son fatto venire i luccioni ma poi.. l'ho riletto n-volte e mi son reso conto di un po' di cose, mi son venute in mente alcune osservazioni.. eccovi il testo e le umili riflessioni di un paramecio attempato:

  "Ai nostri tempi"
A ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi! (io intanto faccio gli scongiuri)

Da bambini, andavamo in macchina senza cinture di sicurezza e senza airbag. (
e dopo tanti anni molti non hanno ancora cambiato abitudine!!)

I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari. (
sì ma avevano un saporaccio!!)

Bevevamo l'acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglia. (
e i meno fortunati passavano la notte sul water)

Andavamo in bicicletta senza usare un casco. (
ora si è passati alla moto)

Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri "carri giocattolo".Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino aquando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema.... noi da soli!(
beh non proprio tutti, solo i sopravvissuti)

Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitorinon sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo. (
e di chi è la colpa se le cose oggi sono cambiate?)

Non esistevano i cellulari. Incredibile ! (
incredibile??? panico!)

Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti... e non c'erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa.(
beh certo qualche faida familiare ci scappava, ma non più di qualche morto)

Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai. (
anche oggi come allora basta minacciare violentemente i compagni di scuola)

Mangiavamo dei dolci, del pane e burro e bevande piene di zucchero... ma nessuno di noi era obeso.
(ah sì?)

Ci dividevamo una Fanta con altri 4amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai mori a causa dei germi. (
certo che no, era ed è la fanta che ti fa fuori)

Non avevamo la Playstation, ne il Nintendo, ne dei videogiochi. Ne la TV via cavo, ne le videocassette, ne il PC, ne internet; avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo da casa e li trovavamo. (
e se avessimo avuto un cellulare avrebbero potuto evitare di aspettarci 4 ore sotto il portone)

Che mondo freddo e crudele! Senza controllo! Come siamo sopravissuti?! (
selezione naturale ?)

Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi.(
e molti lo fanno anche da adulti)

Giocavamo con dei vermi e altri animaletti  (
dobbiamo parlare per forza di politica?) e, malgrado le avvertenze dei genitori,i nostri stomaci non si riempirono di vermi. (no li abbiamo sguinzagliati sulle poltrone)

Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore ! (
beh se la rifai 37 volte non è proprio bello)

Non si cambiavano i voti, per nessun motivo. I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe.
(e chi dirige oggi le scuole che allora erano tanto buone?)

Sapevamo che quando i genitori dicevano "NO", significava proprio NO. I giocattoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni
volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa. (
e ora che i genitori siamo noi... dicevamo dei sensi di colpa?)

E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo. (
vabbè ma se stavi sempre a chiedere canne menomale!)

Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi. (
assassini, nullafacenti, stupidi o premi nobel.. come tutte le generazioni immagino)

Negli ultimi 50 anni c'e stata un'esplosione di innovazioni e nuove idee.
Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a gestirli. (
come ogni generazione anche se quando ero un piccolo Neanderthal non avrei mai detto che le cose sarebbero cambiate tanto)

Tu sei uno di loro... Complimenti! (
che culo)


Ora al di là delle frivolezze mi domando perchè si debba vivere con un simile senso di nostalgia. Non so voi altri degli anni '70, ma io non sono ancora morto e il mio tempo è qui e ora. Sono dipendente da cellulare e son ben contento di poterlo usare per raggiungere quelli che come me venticinque anni fa manco se lo immaginavano. Gioco all'Xbox e l'unica cosa che disapprovo è che i miei nipoti siano maledettamente più bravi di me, anche se devono sudare per sconfiggermi ad Halo. Le cose erano certamente diverse venti anni fa, ma di molti cambiamenti o non-cambiamenti i primi responsabili sono proprio quelli delle generazioni precedenti e, belin, in mezzo ci siamo pure noi, quindi smettiamola di guardare indietro e vediamo di ripulire un po' la situazione!

il vostro paramecio di quartiere!

un'altra elucubrazione di: Paramecio alle ore 19:17 | link...
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categorie: amici, situazioni, inside, inputs

"E per favore lasciate un messaggio ho bisogno di compagnia al ritorno da questo viaggio"

Chi sono

Utente: Paramecio
Nome: Marco

da un vecchio libro di scienze delle medie: "Paramecio, protozoo a forma di pantofola"!!!!
Un altro viandante, di quelli che pensa che sia più importante il viaggio in se piuttosto che la meta.

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