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Eravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo E poi ci troveremo come le star G.Paoli Quattro amici al bar |
caro amico ti scrivo, così ti distraggo un po' e siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò... Questo post qua è proprio per i miei amici, che per forza di cose sono lontani. Sono lontani geograficamente (chè dove sono ora son lontano da tutti) e sono lontani... per altri versi, presi - loro ed io - dal tourbillon (si scriverà così?) di casini che si chiama vita e che ci trascina in posti nuovi con gente nuova o in vecchi vicoli ciechi isolati da tutti sballottandoci un po' in tutte le direzioni e facendoci incrociare o scontrare di tanto in tanto. Questo qua è per dir loro che mi mancano: mi mancano le risate, le pungenti ironie, gli sguardi complici che si incrociano, un mojito o un campari in un locale incasinato o deserto, il parclare di libri letti o da scrivere, di recitazione.. o di pecore e i silenzi. Eh sì, i silenzi che si condividono non perchè siano imposti ma per scelta, solo un altro modo per scambiarsi emozioni. Questo qua è anche per dir loro che alla faccia della lontananza, delle preoccupazioni e delle gioie so che loro, gli amici, ci sono e spero che loro sentano che ci sono anche io e... "un giorno capiterò sulla loro spiaggia per insegnar loro una cosetta o due in fatto di volo"* così giusto perchè a volte capita di dimenticare come si fa a togliersi quella zavorra alle caviglie, quel peso al cuore che finisce per schiacciare i pensieri.. e se pure non servirà a togliere loro quella pressione di dosso, magari la si può alleviare chissà tra una risata e un silenzio. E poi.. se c'avete qualcosa di cui ridere... fate ridere anche me, no? * da: GABBIANO JONATHAN LIVINGSTON di R. Bach |