Sopravvivenza zero

martedì, 17 aprile 2007

Parliamo un pò

ovvero: "poche parole...".. ma anche no

Musica
                              
Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto
Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto

Rit.
Conto quanto
Kunta Kinte
e in quanto Kunta Kinte
canto.
Conto quanto
Kunta Kinte
e in quanto Kunta Kinte
canto.    Conto quanto
Kunta Kinte
... ah
canto.
Conto quanto
Kunta Kinte
... ah
canto.


Conto quanti anelli mi dividono,
dai piedi di quelli avanti che mi guidano.
Vedi sono quanti quelli che mi legano,
agli altrettanti piedi che mi seguono.
Riconoscendo il nesso matematico,
calibro il passo giusto in modo pratico;
prima più lento e poi recupero
rapido accelero valuto il vincolo fisico e ritmico
equidistante tra il minimo e il massimo,
centro nevralgico, punto di transito,
tramite il flusso di dati comunico e quindi mi libero.

Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto

Conto quanti passi si ripetono,
e quanti bassi sotto si propagano.
Vedi sono tanti quanti se ne sentono,
solo a reclutarli è già salito il numero.
Riconoscendo il fatto come epico,
calibro il gesto giusto in modo clinico,
prima più lento e poi recupero,
prima c'è il vento e dopo arrivano.

Sono il primo io e sono l'ultimo.
Sono il primo io e sono l'ultimo.
È un fatto tipico del gioco ciclico del ritmo mantrico perciò,
parole su parole, su milioni di parole
come cellule si scontrano si moltiplicano.
Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto

Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto
Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto

Rit.
Conto quanto
Kunta Kinte
e in quanto Kunta Kinte
canto.    Conto quanto
Kunta Kinte
... ah
canto.


L'unico miracolo politico riuscito in questo secolo
è avere fatto in modo che gli schiavi si parlassero
si assomigliassero
perché così faceva comodo per il mercato unico e libero.
Però così succede che gli schiavi si conoscono, si riconoscono
magari poi riconoscendosi succede che gli schiavi si organizzano
e se si contano allora vincono.
Catene di catene, su catene di milioni di catene
come fili di un lunghissimo telefono
come reticolo pieno di traffico
e nessunissimo bisogno di semaforo.

Sulla mia schiena è stato tatuato un numero.
La mia catena è come un filo del telefono.
La mia condanna è che se mi fermo mi uccidono.
La mia fortuna è che sto camminando in circolo.

Sono il primo io e sono l'ultimo
Sono il primo io e sono l'ultimo
È un fatto tipico del gioco ciclico del ritmo mantrico perciò,
parole su parole, su milioni di parole
come cellule si scontrano si moltiplicano.
Conto quanto Kunta Kinte e in quanto Kunta Kinte canto

Rit.
Conto quanto
Kunta Kinte
e in quanto Kunta Kinte
canto.
Conto quanto
Kunta Kinte
e in quanto Kunta Kinte
canto.    Conto quanto
Kunta Kinte
... ah
canto.
Conto quanto
Kunta Kinte
... ah
canto.                         

(Kunta Kinte,
D. Silvesri)
Poesia (o giù di lì)
  

E da allora, mentre uno diceva: <<Passa il mattone>>. L'altro capiva: <<Razza di cafone>>. E rispondeva: <<Ma sei pazzo?>> E il primo capiva: <<Testa di c%%%o>>. E un terzo diceva: <<Suvvia...>> Ma gli altri capivano: <<Le vostre madri vendono i loro corpi malandati a soldati affetti da malattie dermatologiche per pochi denari, e danno anche il resto>> 


(G. Covatta, Parola di Giobbe)
                                  








"Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".. certo che però anche quello che è disposto a sentire solo se e quando gli fa comodo o sente quel che gli pare anche quando non è stato detto.. beh son mica male?
Di mio preferisco il silenzio che magari si dipana secondo tempi e modi propri e, no, non capisco chi si lamenta di quelli silenziosi e poi proprio quando quelli stan lì che scoppiano e voglion parlare ...ops cavolo-quanto-mi-dispiace-ma-
sono-qui-però-ora-scusa-che-ho-da-fare-magari-
dopo-però-accidenti-devo-fare-questo-e-quello... che fai, prendi per il c..o? Ma almeno che sia un giochetto erotico divertente, che - chi  lo sa - tra un sospiro e un ansito magari ci si ascolta meglio tipo:

Sottofondo musicale tranquillo, luci soffuse, candele profumate.. sguardi complici seguiti da un groviglio di arti (otto: quattro superiori e altrettanti inferiori, variamente intrecciati) lucidi di sudore carico di endorfina

- Ah caro cosa mi stavi dicendo prima (respira affannosamente con qualche gridolino di tanto in tanto)
- Sono stato dal medico.. sai (si interrompe emettendo un basso grugnito, poi riprende fiato)
- Eh (si morde il labbro inferiore, gli occhi languidi socchiusi, nelle orecchie si aggiunge una scampanellìo basso basso)
- Beh mi ha detto che sono impotente, ma per il resto sto bene (tende i muscoli del collo mentre il respiro si fa più afannoso)
- Menomaaaaale (emette un gridolino) quando c'è la salute!

potrebbe essere una bella scenetta...

Mi fanno, invece, tenerezza quelli che ti si dispiacciono quando sanno che sei stato male mentre loro non c'erano e si costernano per non essere riusciti a starti vicino (anche se non c'erano perchè magari non vi conoscevate), ti fa star bene la loro sensibilità. Apprezzo la coerenza di quelli che piuttosto che cercarti solo quando stanno male non ti cercano per nulla (certo è abbastanza una fatica ricordar loro che tu ci sei se e quando vorranno) anche se in assoluto preferisco chi ti cerca comunque per dirti che sta male e cerca un compagno di sbronze o per farti sapere che - cavoli!- è felice e cerca un brindisi da condividere.. e questi son quelli che chiamo Amici

un'altra elucubrazione di: Paramecio alle ore 16:16 | link...
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categorie: amici, silenzio, inside, inputs
lunedì, 16 aprile 2007

Assenza giustificata

Lo so, son mancato per un sacco di tempo, però avevo una buona ragione, volevo fare una passeggiata, ma ho sbagliato a inserire una locazione in Google Maps quando ho tracciato il percorso:

  
mappa03Raga' una fatica che non vi dico!


...I'm coming back








un'altra elucubrazione di: Paramecio alle ore 13:55 | link...
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categorie: foto, cazzeggio, facezie

"E per favore lasciate un messaggio ho bisogno di compagnia al ritorno da questo viaggio"

Chi sono

Utente: Paramecio
Nome: Marco

da un vecchio libro di scienze delle medie: "Paramecio, protozoo a forma di pantofola"!!!!
Un altro viandante, di quelli che pensa che sia più importante il viaggio in se piuttosto che la meta.

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