Il profumo si può cambiare, l'odore mai.
L'ipocrisia è un vizio alla moda e tutti i vizi alla moda sono considerati virtù
Guai a sfidare il comune senso della mediocrità!
Dal "Don Giovanni" nella versione di Fausto Constantini dell'originale di Molière. Proprio vero che la gente non cambia mai.
D- ehi da dove sei tornato?
R- eh da molto lontano... diciamo che mi stavo perdendo, mi sono ritrovato anche grazie alla nebbia
D- si? la nebbia ti ha fatto ritrovare?
R- è un po' piu' complesso di cosi', ma in fin dei conti sì..
Retorica, allegorie fin troppo compiaciute di sè. Ma rendon bene l'idea, almeno a me la rendon bene.
Sì, sono tornato
di nuovo.
Sono tornato da una città in cui non ero mai stato... sono tornato da uno stato in cui mi fermo a crogiolarmi fin troppo, al limite del non ritorno.
E sì,
mi sono ritrovato anche grazie alla nebbia. Fitta, "un muro", il nebbione come dicono qui e mi dicono anche che ha aspettato che arrivassi io per tornare tanto prepotente; erano anni - mi dicono ancora - che non faceva tanto freddo e c'era tanta nebbia. Mi stringo nelle spalle, sai che novità, di recente sembra che io sia un bel catalizzatore.. tra un po' i gatti neri cambieranno stada se gli passo davanti.
Nella nebbia mi descrivono quel che c'e' o dovrebbe esserci, fa lo stesso: al momento non ne ho percezione, lo accetto perchè è la loro città.
Una città che non vivo e non vedo, eppure, in questo fuggevole istante di nulla, non risulta brutta anzi, ha un che di affascinante.
Usciamo, ovvero entriamo in un locale. La vita, la gente è la stessa di tanti altri posti
belli.
Persone che vivono e si scambiano emozioni o decidono di non farlo, sguardi, risa, confusione e lambrusco.
Quando usciamo, vagamente inebriati di stanchezza, la nebbia si è ritirata, costretta dal forte freddo a stendersi come brina su ogni cosa, un bel deserto di ghiaccio. Quel che prima era celato, ora lo vedo messo in risalto e bloccato come in uno scatto fotografico dal ghiaccio che l'avvolge.
E' venerdì, anzi no è già sabato. Tra qualche ora dovrei alzarmi ed affrontare quel che al momento si presenta come una pessima prospettiva.
E sabato, appena alzato, ho iniziato a realizzare che una prospettiva non è la realtà ma solo un punto di vista, se ti sposti di un passo in qualsiasi direzione la vista cambia. Lo faccio sto passo?
Il mio amico è venuto fuori dalla sua camera assonato ma per nulla cupo.
E' sabato e di passi me ne fa fare tanti; come spesso accade quando abbiam bisogno di confrontarci parliamo di tutto ma non direttamente di noi, noi siamo nelle pause di ciò che diciamo, noi siamo in ciò che vien detto, non è necessario che si sia il soggetto forzato di un discorso che verrebbe su ancora troppo confuso.
E' sabato, nel parco la brina-che-era-nebbia ha fatto conservare la neve caduta nei giorni passati, un sottile strato che crepita in sordina sotto i nostri passi.

Al freddo alla fine ti ci abitui, a certe viste che tolgono il fiato no... si tratti di un parco bianco e coperto di neve, un bimba che gioca allegra o semplicemte il tuo riflesso deformato in uno specchio convesso mentre realizzi che stai vivendo!
Passo in questa città guardandola ed è una bella città, no, non è la mia, non so se potrei appartenerle, ho ancora bisogno di esplosioni di caos.. e poi qui la domenica i negozi son chiusi, ma io non ho ancora il senso di comunione che serve per poter passeggiare sorridente sotto i suoi porticati,ma al momento ho un ancora che si fa argano e mi tira su...
Domani è domenica magari usciamo a passeggiare sotto i portici.
E già dopo un po' di letargo, o di oblìo se preferite, si ricomincia.
Certo meglio sarebbe stato riprendere con uno stato d'animo piu' allegro - che diamine è inizio anno, iniziamo con un po' di sole come quello che c'è fuori! - e invece non mi andava di venir meno al mio solito commiserarmi. Per farla breve si riprende dal fatto che dopo la separazione (legale) con Elena, che vai a vedere se è stata un bene o un male, ora ce n'e' un'altra e mi sa che non è meno definitiva della precedente, ma così vanno le cose, no?
Prendere ed essere lasciati, o lasciare ad un certo punto la differenza è sottile e stare a puntigliare è decisamente sterile. Non resta che chinare il capo e accettare quel che deve essere.
"Non va" dici tu, na se anche io non facessi nulla per costruire una strada su cui andare è pure vero che tu tiri i freni e scegli strade che per conto tuo... Se anceh io costruisco la strada e tu te ne vai altrove.. che fatico a fare?
"Sic transit fortuna mundi" devo averlo già detto ma d'altronde continua ad essere calzante.