"Libera la mente, il resto seguirà ...." e non è mica vero quando tenti di afferrare quell'ineffabile stato d'animo - quasi un'ebbrezza - per cui un tempo l'inchiostro lasciava la sua rapida scia sulla carta immacolata ed ora sembra che la punta di questa penna debba arare un campo brullo e riarso, ed allora inizi a lamentarti di lei - della penna - sebbene un tempo non si badasse allo strumento perchè ciò che importava era la capacità di riempire un solco che vedevi già lì: dovevi solo seguire la pista, certo non è che si sapesse dove portava ma era chiara da seguire nonostante le sue contorsioni ed i suoi voli - pindarici spesso.
Cosa resta adesso se non la sensazione di vuoto e di smarrimento, come accade a chiunque abbia perso la pista, la via più o meno retta che fosse... e sebbene sia vero che ciò che conta non è la meta ma la strada persorsa.. che strada sia! non un brancolare in un labirinto dai vicoli ciechi o tornare sui propri passi... non è vero che indietro non si torna ma bisognerebbe farlo a ragion veduta non per costrizione se no -accidenti - il cammino a ritroso non sarà servito ad apprendere nulla.
E ora c'è questo respiro pesante e chiaramente forzato accanto a me che come un insensibile cronometro segna la fine del mio tempo, della mia parentesi di reminiscenza e mi riporta fra vicoli ciechi dai quali sembra non riesca a sbrogliarmi.